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19/07/2016: Centenario della battaglia Piccolo Miezegnot. Sulle tracce del "cjapitani sgjavelat" e la Compagnia dei "brigans".

Martedì 19 si è svolta la commemorazione del centenario della battaglia sul Piccolo Miezegnot. La giornata prevedeva 2 momenti: la scopertura di una targa nel luogo della battaglia e una funzione regligiosa presso la cappella Zita e seguente momento conviviale.
Verso le 10,30 ci siamo rtrovati sullo Schwarzenberg (Piccolo Miezegnot) ove il presidente della Sezione Davide Tonazzi ha illustrato lo svolgimento della battaglia del 19 luglio 1916, e descritto di alcuni protagonisti dei fatti d’armi di allora, tra i quali la
figura del comandante austro-ungarico Ten. dott. Gustav Kordin e del Comandante italiano Cap. Carlo Mazzoli, ufficiale carismatico, conosciuto come il “cjapitani sgjavelat” o il “Garibaldi della val Dogna”. E' seguito lo scoprimento di una targa dopo l'orazione religiosa tenuta da Don Giovanni Straulino.
La targa infissa sulla roccia a ricordo di due Tenenti degli opposti eserciti è dedicata a loro non a caso ma per i motivi sotto riportati: "Il comandante delle truppe austro-ungariche Gustav Kordin perse la vita in quel combattimento dopo aver affrontato il Sotto Tenente degli Alpini Missoni Antonio, nato e vissuto in Germania ma di genitori di Moggio Udinese - comandante di una Sezione mitragliatrici che parlava benissimo la lingua dell’allora nemico – che, nel corso del combattimento si trovò a brevissima distanza da questi, e dopo che i due si furono puntati vicendevolmente la pistola in fronte, spararono all’unisono, rovinando a terra e rimanendo uniti in un abbraccio mortale, travolti nella loro giovinezza dalla crudeltà della guerra.
Gustav Kordin riposa nel Cimitero di guerra della Val Saisera, mentre il Sotto Tenente Antonio Missoni, medaglia d'argento al valor militare, è stato sepolto cristianamente dal nemico e seppellito nei pressi di Cappella Zita. Non è dato sapere se poi la salma con quella di altri Alpini della zona di Buia - Gemona, siano stati traslati nel cimitero militare della Saisera, dove in effetti ci sono le salme di un paio di soldati sconosciuti italiani.
Il carismatico Capitano Carlo Mazzoli, cesenate, meglio conosciuto come il “Cjapitani sgjavelat” o il “Garibaldi della Val Dogna” nipote del patriota mazziniano Felice Orsini, un uomo profondamente religioso, dotato di un grande rigore morale e fieramente patriota tanto da dire di avere “sposato la Patria” giurando di servirla sino alla morte, disinteressato al denaro fino al punto di regalarlo spesso a chi tra i suoi alpini versava in difficoltà economiche, militare innovativo, un uomo insofferente alla gerarchia militare tanto che girava sempre senza il cappello d’alpino che metteva raramente, con la barba e capelli lunghi. Unico ufficiale a poterselo permettere, si dice per via della sua amicizia diretta con il Re, tanto da guadagnarsi il nomignolo di “ cjapitani sgjavelat”. Per contro lui chiamava i suoi alpini con l’appellativo di “brigans”. Un Ufficiale che mangiava solo dopo che i suoi alpini erano già serviti, e che era considerato come il padre di tutti, tanto che alcuni alpini feriti sono scappati dall’ospedale da campo di Dogna per tornare dal loro capitano. Un ufficiale che allevava ed istruiva anche dei cani con grande passione per l’impiego in operazioni belliche.
Dopo questa prima parte ci siamo ritrovati tutti a Cappella Zita per la funzione religiosa officiata da ben 3 parroci ( don Giovanni, don Mario e don Natalino ). Questo momento è stato forse il più toccante nel ricordo dei caduti di tutte le guerre e nella speranza che questo non debba più accadere. Il Coro A.N.A. "Amici della Montagna" di Ragogna, con i loro canti hanno saputo rendere una atmosfera unica per l'occasione. Li ringraziamo di cuore.
Dopo la cerimonia pastasciutta collettiva ( un grazie ai cuochi ) con cantata finale del coro.
Una giornata indimenticabile: grazie Pieri.


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